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Nato a La Spezia il 14/07/1894
Morto sul Monte Nero il 16/06/1915

1911/12 Amichevoli  3 pres 1 gol
1912/13 Amichevoli 10 pres 1 gol
1913/14 Amichevoli 1 pres 0 gol

 

Diplomato Ragioniere all’Istituto tecnico spezzino, ricopre la carica di cassiere e consigliere dello Spezia F.C. E’ il primo marcatore della storia quando il 21 gennaio 1912 segna contro la Virtus Juventusque di Livorno. Si ripete contro il Pisa Sporting club nella vittoria per 6 a 2.
Scoppiata la prima guerra mondiale entra subito in azione e cade in battaglia il 16/06/1915.
Il capitano Arbarello dà la notizia al fratello scrivendogli le seguenti parole:
“ Adempio un doloroso e assai crudele compito che Dio solo sa come avrei voluto non mi fosse serbato, ma il destino cieco e la sventura più grossa sono piombati sul suo caro fratello Alberto, proprio mentre pareva che l’aureola di gloria ed il successo coronassero la sua eroica patriottica figura di soldato”
Prosegue raccontando l’episodio in cui cadde il sottotenente Picco.
“La Compagnia iniziò l’assalto alla baionetta e suo fratello presso di me coraggiosamente avanzava sulle successive trincee coi più arditi, uccidendone i difensori, finchè venne ferito al piede destro da un proiettile nemico. La ferita ricevuta non arrestò il suo temerario patriottico ardire. Il nemico che sotto la sorpresa assolutamente inaspettata, causa le difficoltà dell’ascesa cominciava a ritirarsi, sospinse l’ardore di lui a continuare l’azione, finchè colpito nuovamente nella stessa trincea nemica occupata, gli fu impossibile proseguire. Io che lo avevo avuto sempre vicino e che in quel momento lo avevo con la compagnia oltrepassato per protrarre l’inseguimento nemico, fui avvertito da un soldato che egli mi richiedeva per salutarmi morente. Ella non può immaginarsi quanto sofrii quella nottata, perché l’amavo di un amore più che fraterno. Corsi a lui e lo trovai gravissimo, ma sereno. Mi disse “Signor capitano, mi baci. Io l’ho sempre tanto stimata ed amato , mi baci perché muoio”.
Siccome io baciandolo cercavo di infondergli speranza, egli mi disse “scriva alla mia mamma…. La saluti”, e mi ribaciava e si stringeva a me, mentre i soldati a me vicini e nella trincea stessa piangevano e mi dicevano di coprirmi giacchè il nemico sparava su di noi. A me, presenti i soldati, quali ultime parole disse “ Viva l’Italia ! Muoio contento di aver servito bene il mio Paese. Addio a mia madre”. E Spirò

 

Estratto del certificato di nascita di Picco da cui risulta essere nato il giorno 14 del mese di luglio dell'anno 1894 nella casa paterna di via Cappellini 1. I genitori, Picco Ulrico e Giano(?) Emma gli hanno dato il nome di Alberto Carlo Alessandro Michele. 

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Estratto dell'atto di morte

L'anno millenovecentoquindici, al dì 16 del mese di giugno, nel combattimento di Monte nero, mancava ai vivi, alle ore cinque del mattino, ? di anni ventuno, nativo di Spezia, prov. di Genova, figlio di Ulrico e Giano Emma, celibe, morto in seguito a ferite d'arma da fuoco penetrante in cavità addominale, sepolto a Dresenza, come risulta da regolare verbale.

 

 

Dal giornale “IL POPOLO” dell’ottobre 1929

A GLORIA DI ALBERTO PICCO

Come già dato notizia nel numero scorso, ebbe luogo domenica passata in Oulx , una cerimonia militare in onore dell’Eroe concittadino Alberto Picco. Alla presenza di Sua Altezza Reale Umberto di Savoia, fu inaugurata la caserma alpina che reca il nome del conquistatore del Montenero. S.E. il Conte Generale Nasalli Rocca, podestà della Spezia, intervenne alla nobile manifestazione patriottica e pronunziò una splendida orazione innanzi al Principe Ereditario.

Tra i famigliari dell’Eroe, erano presente alla cerimonia, la mamma, il fratello Ing. Eugenio Picco, la zia, la cognata, i cugini Lovari, Tabasso e Piacenza. Magnifico fu il gesto di Umberto di Savoia che volle deporre la corona sulla lapide ad Alberto Picco.

Abbiamo voluto aggiungere questi particolari al resoconto della bella cerimonia alpina perché il nome dell’Eroe spezzino altamente lo merita.

Dal settimanale "L'OPINIONE" per il quindicesimo anniversario della morte di Alberto Picco

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Nel 1932, in occasione dell'inaugurazione dello Stadio intitolato ad Alberto Picco i giornali pubblicano il breve saluto che Benito Mussolini inviò qualche anno prima alla Signora Emma Picco madre dell'eroe spezzino