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Tratto da 1906-1989 A.C. Spezia, ieri, ogggi.. domani

Testo Fulvio Andreoni 1989

Francesco “Checco” Caiti, uno dei migliori giocatori nati all’ombra del Parodi e dello stupendo golfo. Kerigma è la parola greca che indica l’annuncio fatto da un araldo che nell’anno di grazia chiama Francesco Caiti alla gloria sportiva. Ecco la promessa parlare, scrivere di chi ci è stato maestro. Dal voluminoso album di “Checco” stralciamo un episodio tra i mille ed uno vissuti da Caiti. Questo episodio viene a dimostrarci di quale tempra fossero gli aquilotti di quel tempo.

Chiudiamo gli occhi e trasferiamoci al “Robbiano” il temuto terreno della Pro Vercelli. In un momento della partita Caiti si scontra con Alessandro Rampini il giovane. Il vercellese è un “azzurro”. Nello scontro il calciatore spezzino si spezza una gamba. Il gioco del calcio non è per signorine disse Guido Ara, un atleta famoso nel mondo della pedata. Caiti è d’accordo . Rifiuta il ricovero e parte con una rudimentale stecca attorno alla gamba fratturata. Un viaggio in terza classe veramente allucinante. Al suo arrivo alla Spezia va in ospedale e trenta giorni dopo eccolo nuovamente in campo. Degnissimo erede di capitan Maggiani, guida di un magnifico manipolo di atleti. La patina del tempo non ha corroso questi ricordi. Certo quelli con i capelli pepe e sale ricordano ancora quello Spezia : Strati, Caiti, Rimoldi, Meoni, Santillo I, Tacchinardi, Cappelli, Zanollo, De Manzano, Malatesta, Papini. Un team da far girare la testa. Francesco Caiti ha pressanti richieste dal Genoa. Lui resta fedele ai colori di casa. Bertagna lo incarica di svolgere in seno alla società una doppia mansione, quella di allenatore-giocatore. Le casse sociali, quando mai, sono a zero lire. Caiti accetta subito e si pone al lavoro. Il 10 marzo del 1929 ‘ premiato con medaglia d’oro. Per lui finisce il tempo delle more e si apparta. Nel 1935 non resiste al richiamo del vecchio amore ed insieme a Gianfardoni si prende cura degli aquilotti. Poi l’oblio definitivo e Checco si apparta nel suo eremo di Borghetto Vara a curare i suoi terreni. E’ uno di “ciaza Brin”, testardo e orgoglioso. Chiunque si trattiene alla Spezia più di una sera deve sentire parlare di Caiti che come Pigmalione fece del gioco del calcio “cencioso” uno sport compito ed elegante. Questo era ed è Francesco Caiti, un uomo, una bandiera, un simbolo del vecchio Spezia.

20 Marzo 1921 Spezia- Spes Genova 4-1

Partita d’esordio in prima squadra in cui ha segnato le uniche due reti della sua carriera in maglia bianca

Dal Tirreno del 21/03/1921

“Caiti sbattuto audacemente da back delle riserve a mezz’ala destra della 1’ squadra, superò encomiabilmente la prova pur trovandosi su di un terreno a lui non troppo favorevole. Segnò due magistrali goals e non è difficile prevedere che farà meglio quando avrà maggior dimestichezza col nuovo posto…..”

“…. Gli avanti spezzini pur slegati sono pericolosi per la loro decisione e pervengono al 30’ minuto a segnare il primo punto per merito di Caiti che in un gruppo di tre o quattro giuocatori riesce a calciare irrimediabilmente la palla nella rete di De Prà. Non sono passati dieci minuti che di nuovo il buon Checco, su passaggio di Gallotti da quindici metri scaraventa un bel pallone nella porta dei genovesi.” 

 

01 Maggio 1921

Dal Tirreno del 02/05/1921

Amichevole per la selezione della Rappresentativa Ligure.

"Caiti, il modesto e simpatico Checco, ha giuocato ieri, secondo le nostre previsioni, un’ottima e bella partita che ha colpito i commissari tanto da proporlo a riserva (al posto di Maggiani) della squadra rappresentativa ligure in veste della sua versatilità nel coprire con successo qualsiasi posto ed anche perché Maggiani è tal giocatore da entrare direttamente in squadra o da escludersi senz’altro non potendosi adattare a mezze misure."

Francesco Caiti prima dell'amichevole giocata a Modena il 22 settembre 1929 (Grazie a L. Vezzani)

 

 

Francesco Caiti con il dirigente dello Spezia Gaetano Montale in una foto del 1927

Il 10 marzo 1929, prima dell'amichevole contro il Prato, il presidente Balzi premia Francesco Caiti con la nomina a "Bandiera dello Spezia"

Caiti con Vittorio Pozzo prima dell'amichevole del 26 marzo 1936 disputata al Picco tra lo Spezia e la Nazionale Italiana