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SERGIO CARPANESI

La Spezia 22/03/1936

                               
        Campionato   Coppa Italia   Spar eggi    
    Piazzamento   v n p   v n p   v n p  
1985/86 SERIE C2 2 Prom   13 17 4   1 1 4          
1986/87 SERIE C1 12   7 9 6   0 1 1         Subentrato
1987/88 SERIE C1 6   12 15 7   4 2 2   1 0 0  
1988/89  SERIE C1 3   15 12 7   0 3 4          
1989/90 SERIE C1 12   7 9 8   4 1 2         Sostituito
                               
1995/96 SERIE C1 15   5 8 9   0 0 0   0 2 0 Subentrato
1996/97 SERIE C1 18 retr   1 3 2   0 2 0         Sostituito
                               
  Totale 211   60 73 43   9 10 13   1 2 0  
                               
                               

Nasce a La Spezia dove inizia a tirare i primi calci ad un pallone nei Carpanesi Boys per spiccare il volo verso il grande calcio senza passare dallo Spezia. Dopo una buona carriera da calciatore che lo vede protagonista con le maglie di Fiorentina, Roma e Sampdoria, inizia la carriera di allenatore con la Maceratese. Dopo alcuni passaggi con Lecco, Pisa, Monza e Prato giunge allo Spezia convinto dal nuovo presidente Pietro Rossetto.  Durante l’estate del 1985 vengono acquistati calciatori che faranno la storia degli Aquilotti come Borgo, Brilli, Pillon , Telesio, Ferretti Colombo e Pitino . I tifosi sognano ad occhi aperti ma ben presto si accorgono che Rossetto non dispone dei fondi necessari a mantenere gli impegni che ha preso e la squadra si trova senza stipendi e con una società fallita. I calciatori sono lasciati liberi ma tutti tranne Pitino, accettano di rimanere senza nessuna certezza economica. Il tecnico guida una rosa ristretta che compie il più grande miracolo della lunga storia bianca ottenendo una incredibile promozione in C1.  Per la nuova stagione viene incredibilmente lasciato libero ma quando le cose cominciano a non andare, viene richiamato a furor di popolo. Raccoglie la squadra da Giampiero Ventura sul fondo della classifica e la guida ad una insperata salvezza. La squadra per la terza stagione di Carpanesi è ancora basata ancora sui vari Borgo, Brilli Ferretti Boggio, Rollandi Spalletti e Stabile ed ottiene un sesto posto e per partecipare alla successiva Coppa Italia dei big è necessario uno spareggio con la Spal.  Per la nuova stagione che inizia con lo scontro di coppa italia con il Napoli di Maradona, è necessario un cambio dell’ossatura della squadra ed a rimpiazzare i grandi vecchi vengono ingaggiati calciatori che faranno sognare il popolo bianco come Tacchi, Chiappino, Ceccaroni e Mariano. La stagione 1988/89 è la quarta del tecnico spezzino ed è quella che verrà ribattezzata della “quasi B”. Dopo un girone d’andata chiuso al primo posto, la rosa ristretta si fa sentire ma nonostante il leggero calo si arriva a fine maggio allo scontro diretto con il Prato in terza posizione. Quando il solito “Oscarino” Tacchi segna il gol della vittoria sembra veramente che sia l’anno buono ed a due giornate dal termine lo Spezia sale al secondo posto con un punto di vantaggio su Prato e Triestina. Il pareggio interno con il pericolante Arezzo non compromette nulla ma nell’ultima trasferta serve la vittoria e l’avversario è una rivale storica come la Lucchese. Il 4 giugno 1989 il Porta Elisa di Lucca è gremito di tifosi spezzini che esultano ad inizio ripresa quando Mariano mette in rete il gol del vantaggio. Una squadra ormai in affanno non riesce a difendere il risultato venendo raggiunta e superata dai gol di Pascucci, Paci e Salvi. La vittoria della Triestina spegnerà i sogni di gloria. Dal pomeriggio di Lucca lo Spezia non si riprenderà per alcuni anni e le cessioni di Tacchi Chiappino e Mariano sostituiti dai deludenti Galbiati, Righetti, Ceccarini e Rossi, prelevati in blocco dal Prato, indeboliranno la squadra che non ripeterà le brillanti prestazioni ottenute nelle stagioni precedenti.  Il 18 marzo del 1990 arriva l’Empoli al Picco ed il gol di Di Francesco chiude il ciclo Carpanesi a cui è legato il rilancio della squadra e della passione dei tifosi.

Il rapporto tra Carpanesi e lo Spezia non è però concluso e nel novembre del 1995, dopo il difficile inizio con Onofri prima e Gorin poi, viene nuovamente chiamato alla guida degli aquilotti. Con una squadra relativamente debole compie un mezzo miracolo portando lo Spezia ai Play out ed ottenendo la salvezza contro la Pro Sesto. Per la stagione 1996/97 viene confermato ma ad una rosa di scarso valore, il pessimo presidente Blengino, toglie i pezzi migliori e dopo sei punti in sei giornate lascia definitivamente lo Spezia rimanendo però nel cuore dei tifosi.